Piano triennale trasparenza

Piano Triennale Prevenzione e Corruzione

PTPCT - Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza

Descrizione

Il PTPCT (Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza) è il documento programmatico con cui le istituzioni scolastiche analizzano il proprio livello di esposizione al rischio di corruzione e definiscono le misure organizzative per prevenirlo.

Serve a:

• Analisi dei rischi: individua le attività scolastiche più esposte a possibili fenomeni corruttivi (come la gestione di gare d’appalto, acquisti, concorsi o rimborsi).
• Misure preventive: stabilisce regole, controlli e procedure concrete per ridurre questi rischi.
• Trasparenza: integra gli obblighi di pubblicità e accesso civico previsti dalla normativa vigente.

Il documento con i relativi allegati viene predisposto dall’Ufficio Scolastico Regionale (USR) ed è consultabile al seguente link:

PTPCT – Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza

Ulteriori informazioni

Riferimenti normativi
1. La norma principale (Legge Quadro) • Legge 6 novembre 2012, n. 190 (nota come Legge Severino): È la legge quadro per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella Pubblica Amministrazione. All'articolo 1, comma 5, stabilisce l'obbligo per le amministrazioni pubbliche di adottare il Piano Triennale. 2. Il Decreto Trasparenza • Decreto Legislativo 14 marzo 2013, n. 33: Riordina la disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle PA. L'articolo 10 prevede specificamente che il piano della trasparenza sia fuso e integrato all'interno del PTPCT. 3. L'adattamento specifico per le Scuole (ANAC) Poiché le leggi precedenti erano modellate sulla struttura dei Ministeri, l'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) è intervenuta per adattarle alla realtà scolastica con un documento ufficiale: • Delibera ANAC n. 430 del 13 aprile 2016: Contiene le "Linee guida sull'applicazione alle istituzioni scolastiche delle disposizioni di cui alla legge 6 novembre 2012, n. 190 e al decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33". Questa delibera ha stabilito che il Responsabile della Prevenzione della Corruzione non sia il singolo Preside (Dirigente Scolastico), bensì il Direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale (USR), sollevando le scuole da un carico burocratico eccessivo.

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