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Venerdì 27 gennaio p.v alle ore 18, nell'aula Feriani del Liceo Curiel, ospiteremo alla Voce dei libri la magistrata Paola di Nicola, ora giudice in Cassazione. È la prima volta che accetta un invito a Padova e ha scelto di parlare in una scuola. Era già stata invitata lo scorso anno ma l’appuntamento, sempre in gennaio, è sfumato per la giusta prudenza rispetto dell’aumento in quel mese dei contagi Covid. Sua è la sentenza rivoluzionaria nel processo sulla prostituzione di due minorenni nel centro di Roma, nella quale ha sostituito il risarcimento in denaro con libri sul pensiero delle donne.

 

In questo saggio l’autrice decide di affrontare il problema dei pregiudizi sociali e culturali che tendono a sottomettere e annullare le donne fisicamente e psicologicamente. Con la sua attività di magistrata, lo fa a partire  dalle aule del tribunale, ovvero dal luogo in cui dovrebbe regnare la verità e invece troppo spesso regna lo stereotipo.
 

È una donna che non ha bisogno di presentazioni ma di una partecipazione generosa di docenti, genitori e dei nostri studenti. Come sempre l’incontro è aperto al pubblico. #passaparola

Locandina dell'evento

Breve presentazione dell'autrice e scheda del libro

Di Nicola La mia parola contro la sua“Le donne mentono sempre.” “Le donne strumentalizzano le denunce di violenza per ottenere benefici.” “Se l’è cercata.” “Le donne usano il sesso per fare carriera.” “Ma tu com’eri vestita?”

Questi sono solo alcuni dei pregiudizi che la nostra società ha interiorizzato. Pregiudizi volti a neutralizzare la donna e a perpetuare una sudditanza e una discriminazione di genere in ogni settore, soprattutto in quello giuridico, che è il settore determinante perché tutto possa rimanere come è sempre stato. Viviamo immersi in questi pregiudizi. Ogni nostro gesto, parola, azione deriva da un’impostazione acquisita per tradizione, storia, cultura, e neanche i giudici ne sono privi. Con la sua attività di magistrata, Paola Di Nicola ha deciso di affrontare il problema dalle aule del tribunale, ovvero dal luogo in cui dovrebbe regnare la verità e invece troppo spesso regna lo stereotipo. Se impariamo a guardare il mondo con lenti di genere, si apriranno nuovi spiragli, nuovi colori e nuove strade, e allora impareremo che una civiltà senza violenza può esistere, che l’armonia fa parte di noi, che uomini e donne possono stare l’uno al fi anco dell’altra con amore e valore, che il nostro modo di parlare può essere più limpido, pulito e chiaro, che il silenzio dei complici si chiama omertà ed è un muro che va abbattuto.

“Sono una giudice che amministra la giustizia in vostro nome: in nome del popolo italiano. È un privilegio e un onore, ma mi preoccupa perché sento la responsabilità di dover dare risposte tempestive e corrette, come il mio ruolo mi imporrebbe, ben conoscendo la vischiosità del rischio che possano entrarvi stereotipi e pregiudizi. Unico rimedio vero ed efficace è la consapevolezza. Mi occupo da vent'anni di tanti reati, anche di quelli nei confronti delle donne. Di violenza. È l'unico tipo di reato nel quale il pregiudizio e lo stereotipo colpiscono le vittime e non gli imputati. [...]

Nasce dal fatto che il processo è il luogo in cui è rappresentata per la seconda volta una realtà. Nel processo attraverso le parole dei testimoni, delle vittime, degli imputati, ma anche attraverso le domande degli avvocati e di noi giudici può entrare lo stereotipo. E così rischia di entrare il pregiudizio prima del giudizio. Prendo a esempio me stessa. Per vent’anni mi sono chiesta: perché SI fanno massacrare di botte? Perché SI fanno abusare? Perché accettano di essere molestate senza parlare? La domanda posta con l’uso del verbo riflessivo è piena fi pregiudizio: non sono le donne che si fanno maltrattare. Va ribaltata: sono gli uomini che maltrattano le donne; sono gli uomini che abusano. Sono loro a dovere rispondere.” Paola Di Nicola


Paola Di Nicola

Paola Di Nicola ha lavorato presso la pretura di Sant’Angelo dei Lombardi e il Tribunale civile, delle esecuzioni immobiliari e penale di Latina; nel biennio 2009-2010 ha presieduto il Tribunale speciale per l’emergenza Rifiuti in Campania; è stata giudice penale - dibattimentale e poi GIP - presso il Tribunale di Roma e nel 2020 ha collaborato con la Commissione sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere del Senato come consulente giuridica. È stata insignita di diversi premi per il suo impegno contro la violenza sulle donne e gli stereotipi di genere, tra cui il Premio dell’Unione Europea “Women Inspiring Europe” nel 2014, dall’European Institute For Gender Equality (EIGE). Intensa la sus attività editoriale sui temi del contrasto alla violenza di genere e sui reati correlati.

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Pubblicato il P.T.O.F aggiornato 2022-2025

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